{"id":1706,"date":"2026-05-16T09:08:38","date_gmt":"2026-05-16T09:08:38","guid":{"rendered":"https:\/\/cantodelmaggio.org\/wp\/?p=1706"},"modified":"2026-05-16T09:08:44","modified_gmt":"2026-05-16T09:08:44","slug":"il-maggio-garfagnino-negli-anni-50","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cantodelmaggio.org\/wp\/?p=1706","title":{"rendered":"Il maggio garfagnino negli anni &#8217;50"},"content":{"rendered":"\n<p>Cominciamo a pubblicare un estratto da <em>Testi dialettali e tradizioni popolari della Garfagnana<\/em>, tesi di laurea di <strong>George Fausch <\/strong>presentata alla Facolt\u00e0 di Lettere dell\u2019Universit\u00e0 di Zurigo nel 1962. Il dott. Fausch raccolse il suo materiale direttamente in Garfagnana tra il 1956 e il 1959. Nei prossimi estratti parleremo del Maggio cos\u00ec come veniva vissuto e sentito in quegli anni.<\/p>\n\n\n\n<p>LE TRADIZIONI POPOLARI<\/p>\n\n\n\n<p>La Garfagnana, come abbiamo visto nel capitolo precedente, ha mantenuto sul piano linguistico fino ad oggi alcuni tratti antichi e autonomi. Per il folklore si poteva dire lo stesso ancora 50 anni fa; oggi questo vale soltanto in un senso molto ristretto. L&#8217;epoca attuale, con tutti i suoi progressi e conquiste tecniche, va di massima distruggendo anche in questi paesi, fino a poco fa tanto isolati, gran parte delle loro caratteristiche particolari e tende a unificare usi e costumi. E&#8217; nel carattere del nostro tempo, nel quale le distanze non hanno pi\u00f9 importanza, che l&#8217;individuale venga abbandonato per il generale, per l&#8217;uniforme. Oggi si deve e si vuole essere moderni e quest&#8217;atteggiamento fa subito e in maniera autoritativa sentire le sue conseguenze sul modo di vivere e quindi anche sulle costumanze pi\u00f9 gelose.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche la lingua ne \u00e8 affetta: oggi in Italia si deve parlare in modo che tutti capiscano; l&#8217;area di tale comprensibilit\u00e0 generale sta allargandosi sempre pi\u00f9; fino a pochi decenni fa ci si poteva servire di una specie di koin\u00e9 garfagnina (Verkehrssprache); essa si modellava poi sul dialetto lucchese e veniva in seguito toscanizzata, fino a risultare oggi pressoch\u00e9 italianizzata. L&#8217;evoluzione non \u00e8 continua, ma procede a sbalzi: le due guerre del nostro secolo hanno avuto un influsso decisivo (come vedremo meglio nel seguito). Un fatto per\u00f2 si oppone a un&#8217;evoluzione troppo rapida nel campo linguistico. Si tratta di un fatto etnico indigeno, cio\u00e8 della particolarit\u00e0 fonetica, articolatoria di un dialetto alla quale allude l&#8217;assioma di C.Merlo che dice: &#8220;Le abitudini orali (le peculiarit\u00e0 fonetiche) di una stirpe perdurano nei secoli&#8221;, non si cambiano dunque da un giorno all&#8217;altro. Perch\u00e9 tali particolarit\u00e0 native o meglio, in un certo senso, innate scompaiano ci vuole tempo; le abitudini articolatorie, fonetiche, si cambiano, si svolgono molto lentamente: ci vogliono secoli anche in un mondo di predominio tecnico. Cos\u00ec i dialetti continuano ad esistere in Italia, dove la tendenza all&#8217;uniformit\u00e0 linguistica principi\u00f2 molto pi\u00f9 tardi che non in Francia, ove, per ragioni storico-politiche essa tendenza si faceva sentire da secoli. Per lo pi\u00f9 ci si vergogna del proprio dialetto perch\u00e9 lo si considera inferiore, poco presentabile; si cerca di nasconderlo, di mascherarlo parlando con estranei; ma l\u00e0 dove non si sente il bisogno di maschere se ne fa sempre uso: nella comunit\u00e0 dei villaggi, magari soltanto nel proprio quartiere o perfino solo nella famiglia: ma esiste sempre un circolo nel quale si preferisce servirsi del dialetto, poich\u00e9 esso \u00e8 sempre ancora la lingua pi\u00f9 spontanea, pi\u00f9 diretta, nella quale non si pu\u00f2 sbagliare.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel dominio del folklore non esiste un elemento ritardatore altrettanto potente e cos\u00ec pu\u00f2 capitare che antiche usanze crollino improvvisamente nell&#8217;epoca moderna. In Garfagnana \u00e8 avvenuto qualcosa di simile, e lo si potrebbe dimostrare con vari esempi: nella pastorizia, nella cultura dei castagni, in tutti i rami della coltivazione in genere; nella favolistica e nel cosiddetto &#8220;maggio&#8221;. Ed \u00e8 proprio trattando del &#8220;maggio&#8221; che cercheremo di illustrare il fenomeno dello sfacelo di una vecchia tradizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di passare al &#8220;maggio&#8221;, vorremmo accennare a un particolare aspetto dello sfacelo di una tradizione: l&#8217;importanza di un centro solido per la sopravvivenza di ogni tradizione. Ci spiegheremo confrontando i due paesi Vagli Sotto e Vagli Sopra. Si credeva e ancora si crede che Vagli Sotto sia pi\u00f9 interessante e pi\u00f9 ricco di materiali per uno studioso della lingua o del folklore che non Vagli Sopra; cos\u00ec ci dissero nel luogo stesso e cos\u00ec risulta anche dagli studi di Rohlfs (1) e di E.Bonin. Di conseguenza noi fummo molto sorpresi di fare l&#8217;esperienza contraria. La cosa ci interess\u00f2 e abbiamo cercato di individuare le ragioni di questo improvviso sovvertimento delle nostre aspettative. Vagli Sotto \u00e8 la sede dell&#8217;amministrazione comunale. Tempo f\u00e0 la maggior parte della popolazione si dedicava all&#8217;agricoltura, la quasi totalit\u00e0 dei rimanenti si dedicava alla pastorizia. I vasti castagneti formavano la ricchezza del paese: Vagli Sotto era un tipico centro della cultura dei castagni; il pi\u00f9 povero dei suoi abitanti possedeva pi\u00f9 castagni che il pi\u00f9 ricco di Vagli Sopra. Vagli Sotto era dunque il centro economico-amministrativo e vi si formava una solida ed attiva comunit\u00e0. Una tale comunit\u00e0 autonoma e solida ci appare come una importante condizione per una tradizione popolare vitale. A Vagli Sopra le premesse erano meno favorevoli. La povert\u00e0 costringeva parte della popolazione a chiedere l&#8217;elemosina nei paesi del fondovalle (fatto del quale si ricordano ancor oggi nel paese) o, perfino riduceva i pi\u00f9 rozzi, a razzie nei luoghi circonvicini se almeno si vuole credere alla fama e alla leggenda. Una tale insufficienza economica e il vagabondaggio che spesso ne \u00e8 la conseguenza ostacolano il fiorire delle manifestazioni folkloristiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Verso il 1900 vennero aperte le cave di marmo al piede della Tambura, a una mezz&#8217;ora di cammino dietro Vagli Sopra, e con esse una nuova e considerevole fonte di guadagno, quindi una nuova possibilit\u00e0 di esistenza, si present\u00f2 per questo villaggio. Gli abitanti crescevano di numero e prendevano residenza stabile nel paese, l&#8217;emigrazione fin\u00ec col limitarsi agli anni di crisi dell&#8217;industria marmorea. La comunit\u00e0 del villaggio si consolid\u00f2: Vagli Sopra cominci\u00f2 a sorpassare Vagli Sotto, lentamente il centro di gravit\u00e0 si spostava. L&#8217;ultima tappa decisiva di questo cambiamento si concluse dopo la 2a guerra mondiale colla costruzione della diga ai piedi di Vagli Sotto: nacque un lago artificiale che ingoi\u00f2 pi\u00f9 di un terzo delle case del paese: i loro abitanti furono costretti ad emigrare e si sistemarono per lo pi\u00f9 in Toscana. Poich\u00e9 contemporaneamente la malattia dei castagni prendeva sempre pi\u00f9 piede, lo stato di cose si cambi\u00f2 radicalmente: Vagli Sotto giace oggi piuttosto trascurato e impoverito mentre Vagli Sopra si trova ad essere, grazie alle cave, uno dei paesi pi\u00f9 fiorenti di tutta la Garfagnana.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel folklore, di quanto ne rimane, si rispecchia questo cambiamento della situazione. Poich\u00e9 la sua conservazione ha bisogno di una comunit\u00e0 sociale pi\u00f9 o meno solida e stabile, anche essa \u00e8 pi\u00f9 fiorente oggid\u00ec a Vagli Sopra che a Vagli Sotto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il testo introduce un estratto della tesi di George Fausch (Testi dialettali e tradizioni popolari della Garfagnana, Universit\u00e0 di Zurigo, 1962), frutto di ricerche svolte in Garfagnana tra il 1956 e il 1959.<br \/>\nFausch osserva come, fino a pochi decenni fa, la Garfagnana conservasse tratti linguistici e folklorici molto antichi, oggi per\u00f2 minacciati dall\u2019omologazione moderna. La lingua locale, un tempo viva e autonoma, si \u00e8 progressivamente italianizzata, mentre molte tradizioni popolari sono crollate rapidamente, prive di un \u201cfreno\u201d naturale come quello che tutela i dialetti.<\/p>\n<p>L\u2019autore analizza poi il ruolo decisivo della stabilit\u00e0 comunitaria nella sopravvivenza delle tradizioni, confrontando Vagli Sotto e Vagli Sopra: il primo, un tempo centro economico e culturale, \u00e8 decaduto dopo la costruzione della diga e la crisi dei castagneti; il secondo, grazie alle cave di marmo, si \u00e8 consolidato e oggi conserva pi\u00f9 vitalit\u00e0 folklorica.<br \/>\nQuesto mutamento sociale ed economico spiega anche il diverso destino delle tradizioni, tra cui il Maggio, che verr\u00e0 approfondito negli estratti successivi.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1707,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"elearning_container_layout":"tg-site-layout--default","elearning_sidebar_layout":"tg-site-layout--default","elearning_remove_content_margin":false,"elearning_sidebar":"default","elearning_transparent_header":"customizer","elearning_logo":0,"elearning_header_style":"default","elearning_menu_item_color":"","elearning_menu_item_hover_color":"","elearning_menu_item_active_color":"","elearning_menu_item_active_style":"","elearning_page_header":true,"_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"footnotes":""},"categories":[70],"tags":[432,434,430,436,414,421,225,425,418,416,424,227,211,420,426],"class_list":["post-1706","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-saggi","tag-castagneti","tag-cavedimarmo","tag-comunitarurali","tag-culturaappenninica","tag-dialettiitaliani","tag-folkloreitaliano","tag-garfagnana","tag-georgefausch","tag-linguistica","tag-maggio","tag-maggiogarfagnino","tag-patrimonioimmateriale","tag-tradizionipopolari","tag-vaglisopra","tag-vaglisotto"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/cantodelmaggio.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1706","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/cantodelmaggio.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/cantodelmaggio.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cantodelmaggio.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cantodelmaggio.org\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1706"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/cantodelmaggio.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1706\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1708,"href":"https:\/\/cantodelmaggio.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1706\/revisions\/1708"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cantodelmaggio.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1707"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/cantodelmaggio.org\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1706"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/cantodelmaggio.org\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1706"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/cantodelmaggio.org\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1706"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}