{"id":1716,"date":"2026-05-28T08:43:07","date_gmt":"2026-05-28T08:43:07","guid":{"rendered":"https:\/\/cantodelmaggio.org\/wp\/?p=1716"},"modified":"2026-05-28T08:46:52","modified_gmt":"2026-05-28T08:46:52","slug":"il-maggio-garfagnino-negli-anni-59-parte-ii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cantodelmaggio.org\/wp\/?p=1716","title":{"rendered":"Il maggio garfagnino negli anni &#8217;59 &#8211; Parte II"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Continuiamo a pubblicare un estratto da\u00a0<em>Testi dialettali e tradizioni popolari della Garfagnana<\/em>, tesi di laurea di\u00a0<strong>George Fausch\u00a0<\/strong>presentata alla Facolt\u00e0 di Lettere dell\u2019Universit\u00e0 di Zurigo nel 1962. Il dott. Fausch raccolse il suo materiale direttamente in Garfagnana tra il 1956 e il 1959. Nei prossimi estratti parleremo del Maggio cos\u00ec come veniva vissuto e sentito in quegli anni. Ecco la seconda parte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il &#8220;Maggio&#8221; Garfagnino<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In prima linea vorremmo qui radunare i materiali e le notizie da noi raccolte sul luogo e aggiungere soltanto occasionalmente considerazioni e confronti storici. Si tratter\u00e0 dunque di una presentazione di testimonianze su usi folkloristici in passato molto fiorenti, raccolte mediante interviste con persone che conoscono per propria esperienza questa antica tradizione e la amano come si ama qualche cosa che appartiene ai bei tempi di un passato non molto lontano, ma definitivo. Testimonianze perci\u00f2 di un&#8217;evanescente o del tutto perduta tradizione, raccolte dalla bocca di epigoni (2). L&#8217;ultima rappresentazione di un &#8220;maggio&#8221; ebbe luogo nel mese di luglio 1957 (3): la squadra di Filicaia cant\u00f2 il &#8216;maggio&#8217; di &#8216;Sant&#8217;Oliva&#8217; in diversi paesi della vallata. Filicaia (fraz. di Camporgiano) \u00e8 un piccolo paese nel fondovalle sulla strada prov. a destra del Serchio a 6 km. da Castelnuovo. In origine non era che un gruppo di masserie e si estese solo dopo la costruzione della provinciale (1842); nel 1872 fu costruita una piccola chiesa ed oggi il villaggio conta 600 abitanti circa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La ragione per la quale proprio Filicaia rimane pi\u00f9 fedele alla vecchia tradizione del maggio \u00e8 da cercare soprattutto nel fatto che ancor oggi si trova fra i suoi &#8220;maggianti&#8221; un vero e proprio autore di tali rappresentazioni: Giuseppe Grandini. Il fatto \u00e8 caratteristico: la vita della vecchia tradizione dipende dall&#8217;attivit\u00e0 di un unico personaggio (4). Questo vale per molti paesi della nostra zona, si pensi per esempio a Vagli Sopra, dove, pochi anni fa, la morte del violinista ruppe di colpo la tradizione dei &#8220;maggi&#8221; viva fino allora nel paese; non si riusc\u00ec a sostituire il violinista scomparso: la perdita di un solo membro \u00e8 determinante. Ogni singolo membro \u00e8 insostituibile nell&#8217;ultima fase di uno sviluppo, nella fase in cui muore una tradizione. E&#8217; quasi sicuro che a Vagli il &#8220;maggio&#8221; non si canter\u00e0 pi\u00f9. Si cercher\u00e0 in seguito di mostrare attraverso le testimonianze orali dei nostri informatori le ragioni del tramonto di una tradizione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fino all&#8217;800 le valli della Garfagnana erano regioni isolate con pochi contatti col mondo circostante. I singoli paesi vivevano chiusi in s\u00e9 con minime relazioni dei comuni tra loro e con il principale centro economico e commerciale (Castelnuovo, o Fivizzano in Lunigiana, altro centro mercantile). Pi\u00f9 in l\u00e0 per\u00f2 il mondo degli abitanti delle vallate garfagnine, non si estendeva: Lucca o Modena erano grandi citt\u00e0 che la maggioranza di loro non conosceva se non per averne sentito parlare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec ogni paese doveva anche essere autosufficiente dal punto di vista delle attivit\u00e0 culturali e degli sport. Le rappresentazioni dei &#8220;maggi&#8221; erano punti culminanti nella vita di ogni paese eguagliati soltanto dalle gare del &#8220;tiro della forma&#8221;, divertimento sportivo di massima popolarit\u00e0 (cfr. pi\u00f9 sotto).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;emigrazione verso la met\u00e0 del secolo passato schiuse parzialmente e per la prima volta il cerchio strettissimo dell&#8217;isolamento secolare: notizie di altri paesi pi\u00f9 ricchi e pi\u00f9 vasti, di pi\u00f9 ampie e impensate possibilit\u00e0, pervennero fino negli ultimi paesi della Garfagnana. Dopo un paio d&#8217;anni alcuni ritornano ricchi di danaro e soprattutto di esperienze nuove in patria. Altri, stimolati dai primi, osano l&#8217;esperimento, la via verso la terra straniera \u00e8 segnata: l&#8217;emigrazione diventa alla moda; diventa una fuga vera e propria. In patria, nel paese stesso le cose che cambiano, per il momento, sono poche. Ma ora tutti sanno che fuori dalla propria vallata esistono altri paesi, uomini con altri usi e costumi. L&#8217;orizzonte s&#8217;\u00e8 allargato, sebbene, per molti, soltanto indirettamente attraverso i racconti altrui. Ecco, bench\u00e9 in apparenza insignificante, il germe dello sfacelo della tradizione agisce anche se, di fatto, nulla \u00e8 cambiato per ora, nelle antiche usanze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lentamente vengono costruite nuove strade anche in Garfagnana (cfr. Introduzione). Per i Garfagnini diventa possibile raggiungere facilmente i paesi del fondovalle; scendono a Lucca, a Pisa, per i mercati, per cercare lavoro. Viene poi costruita la ferrovia. Molti non hanno mai fatto uso di questo mezzo, ma la sua costruzione, come nel caso delle costruzioni stradali, ha fornito lavoro e quindi pane anche per gli uomini dei pi\u00f9 sperduti paesi. Nei cantieri hanno fatto conoscenza con altri operai provenienti dalla Toscana e da altre parti dell&#8217;Italia: hanno appreso molte novit\u00e0. Ora ci si trovava meno soli nei piccoli paesi, le conoscenze si allargavano e si approfondivano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi venne la prima guerra mondiale. Molti dei Garfagnini furono chiamati sotto le armi, combattevano con Italiani di tutte le province nelle stesse trincee sull&#8217;Isonzo e sul Piave, in Albania ecc. Gli eventi di questi anni, 1915-18, sono stati e rimangono tuttora per tutti i Garfagnini, che li hanno vissuti, le esperienze pi\u00f9 decisive della loro vita: si parla sempre, e a lungo, della &#8220;grande guerra&#8221; come della &#8220;guerra&#8221; tout court. Molti tra loro passarono mesi e anni in prigionia in Austria, in Germania; al ritorno non erano pi\u00f9 i Garfagnini di prima, erano diventati &#8220;Italiani&#8221;. La povert\u00e0 e l&#8217;insufficienza della terra nativa si presentava loro pi\u00f9 grande che mai, perch\u00e9 ora se ne rendevano meglio conto, potevano confrontare e anche giudicare. Una specie di inquietudine si impadronisce di loro, e sempre pi\u00f9 numerosi sono quelli che lasciano gli antichi paesi su nelle montagne, scendono nella pianura o emigrano (cfr. Introduzione).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La tecnica in questi tempi fa rapidi progressi che si fanno sentire anche nella nostra zona: l&#8217;elettricit\u00e0, la radio, giungono lentamente nei paesi una volta tanto solitari. Qualche paese cerca di attirare i turisti e ci riesce sebbene modestamente (Sillano, Corfino): durante il periodo estivo qualcuno viene da zone pi\u00f9 basse a godersi l&#8217;aria fresca delle montagne.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il testo descrive il rapido declino del Maggio garfagnino, tradizione un tempo centrale nella vita dei paesi della Garfagnana. L\u2019ultima esecuzione risale al 1957 e la sopravvivenza dipende ormai da pochi individui come l\u2019autore Giuseppe Grandini. L\u2019isolamento ottocentesco garantiva la vitalit\u00e0 della tradizione, ma emigrazione, nuove strade, ferrovia, Prima guerra mondiale e modernizzazione (radio, elettricit\u00e0, turismo) hanno progressivamente allargato l\u2019orizzonte culturale e indebolito le pratiche locali, portandole alla scomparsa.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1719,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"elearning_container_layout":"tg-site-layout--default","elearning_sidebar_layout":"tg-site-layout--default","elearning_remove_content_margin":false,"elearning_sidebar":"default","elearning_transparent_header":"customizer","elearning_logo":0,"elearning_header_style":"default","elearning_menu_item_color":"","elearning_menu_item_hover_color":"","elearning_menu_item_active_color":"","elearning_menu_item_active_style":"","elearning_page_header":true,"_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"footnotes":""},"categories":[23,70],"tags":[449,443,452,225,440,416,448,438,454,441,446],"class_list":["post-1716","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-pubblicazioni","category-saggi","tag-culturamontana","tag-declino","tag-emigrazione","tag-garfagnana","tag-isolamento","tag-maggio","tag-modernizzazione","tag-oralita","tag-primaguerramondiale","tag-spettacolopopolare","tag-tradizionepopolare"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/cantodelmaggio.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1716","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/cantodelmaggio.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/cantodelmaggio.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cantodelmaggio.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cantodelmaggio.org\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1716"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/cantodelmaggio.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1716\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1717,"href":"https:\/\/cantodelmaggio.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1716\/revisions\/1717"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cantodelmaggio.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1719"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/cantodelmaggio.org\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1716"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/cantodelmaggio.org\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1716"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/cantodelmaggio.org\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1716"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}