Il “Maggio di Costantino” è uno dei titoli più celebri e rappresentati nel repertorio del maggio drammatico, e il testo che viene rappresentato in questo anno, è un eccellente esempio contemporaneo di questa lunga tradizione.
Altri Testi e Varianti del Maggio di Costantino
Esistono numerose versioni del Maggio di Costantino. Essendo una forma di teatro popolare tramandata per secoli, spesso oralmente o attraverso copioni manoscritti (“scartafacci”), è naturale che si siano sviluppate molte varianti locali. Tuttavia, tutte condividono lo stesso nucleo narrativo fondamentale.
Gli elementi quasi sempre presenti in ogni versione sono:
- Il Conflitto Principale: La lotta tra Costantino, difensore del Cristianesimo, e Massenzio, descritto come un tiranno pagano che perseguita i cristiani.
- L’Intervento Divino: Il momento culminante della fede di Costantino, in cui riceve in visione o tramite un angelo il segno della croce con la promessa della vittoria (“In hoc signo vinces” – “per questo segno vincerai”).
- La Trama Secondaria: Quasi ogni Maggio di Costantino include una sottotrama amorosa, che serve a rendere la storia più avvincente e a coinvolgere maggiormente il pubblico. I personaggi e le vicende di questa trama secondaria sono l’elemento che più varia tra le diverse versioni. Nel testo attuale questa trama è rappresentata dall’amore tra Costante (figlio di Costantino) e Camilla (figlia del perseguitato Ottone).
- Il Riconoscimento (Agnizione): Un altro elemento tipico del teatro popolare, spesso presente, è il ritrovamento di un personaggio perduto da tempo. In questo caso, si tratta di Farnaspe che si scopre essere Camillo, il figlio rapito di Ottone, grazie a una croce che ha sul petto.
Le differenze tra le versioni si trovano principalmente nei nomi dei personaggi secondari (generali, messaggeri, damigelle), nello sviluppo specifico delle trame amorose e nelle ariette (i brani cantati), che spesso venivano adattate secondo le melodie e i gusti locali.
Storia del Testo nel Tempo
La storia del Maggio di Costantino è un affascinante viaggio dalle fonti storiche antiche fino alle rappresentazioni popolari contemporanee.
1. Origini Storiche e Letterarie (IV-XIII secolo)
La fonte primaria della storia è la vita di Costantino I, imperatore romano. Gli storici cristiani come Lattanzio ed Eusebio di Cesarea raccontarono per primi l’episodio della visione della croce prima della Battaglia di Ponte Milvio (312 d.C.) contro Massenzio. Queste narrazioni storiche furono poi arricchite e rese leggendarie nel Medioevo, in particolare attraverso opere come la Leggenda Aurea di Jacopo da Varagine (XIII secolo), che divenne una delle principali fonti di ispirazione per l’arte e la letteratura religiosa in tutta Europa.
2. Nascita nel Teatro Popolare (XVII-XIX secolo)
Tra il Settecento e l’Ottocento, il genere del maggio drammatico fiorì nelle comunità rurali dell’Appennino tosco-emiliano. Le storie dei santi, degli eroi biblici e dei paladini di Francia erano i soggetti preferiti. La storia di Costantino era perfetta per questo formato: offriva un conflitto chiaro tra bene e male, un eroe guidato da Dio, un tiranno da sconfiggere, battaglie spettacolari e il trionfo finale della fede cristiana. I testi venivano scritti da poeti-contadini locali e tramandati di generazione in generazione.
3. Declino e Rinascita (XX-XXI secolo)
Nel secondo dopoguerra, con i cambiamenti sociali e l’avvento dei media di massa, il maggio drammatico visse un periodo di forte declino, rischiando di scomparire. È qui che entra in gioco una figura fondamentale, menzionata proprio alla fine del testo attuale: Gastone Venturelli (1942-1995).
Venturelli, professore e studioso di folclore, dedicò gran parte della sua vita a studiare, raccogliere, trascrivere e soprattutto a rivitalizzare la tradizione del maggio in Garfagnana e Lunigiana5. Senza il suo lavoro, molte di queste opere, inclusa la tradizione del
Maggio di Costantino, sarebbero andate perdute.
4. Il Maggio Oggi: Il testo attuale
Il testo “COSTANTINO IMPERATORE GRECO” di Piergiorgio Lenzi è la prova che il maggio è una tradizione viva. Non è un reperto antico, ma una creazione moderna (datata Castelnuovo di Garfagnana, 28 giugno 2025) che si inserisce in un solco secolare. La dedica finale a Gastone Venturelli, nel trentesimo anniversario della sua morte, è un omaggio esplicito all’uomo che ha permesso a questa tradizione di sopravvivere e di essere rappresentata ancora oggi. Questo testo dimostra come le compagnie di “maggianti” continuino a mettere in scena queste storie, a volte riscrivendole, ma mantenendo sempre vivi lo stile, i temi e lo spirito originali.

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