La lotta tra virtù e vizio in “Genoveffa di Bramante”

l Conte Sigfrido parte per la guerra e affida la sua fedele sposa, Genoveffa, al suo fattore, Golo. Golo tenta di sedurre Genoveffa, ma viene respinto. Per vendetta, la accusa ingiustamente di tradimento e di aver ucciso un servo.

Il Conte, ingannato, condanna a morte la moglie innocente, che nel frattempo ha partorito loro figlio. I servi incaricati dell’esecuzione, però, si impietosiscono e abbandonano Genoveffa e il bambino in un bosco, dove sopravvivono per anni grazie all’aiuto di una cerva.

Alla fine, il Conte scopre l’inganno di Golo. Pieno di rimorso, durante una battuta di caccia ritrova la moglie e il figlio. La famiglia si riunisce felicemente, la giustizia trionfa e il traditore viene punito.

La tradizione nasce nel presente

La tradizione è un processo dinamico. E di questo aspetto parliamo qui. Non si deve però dimenticare che è possibile affidarne parti, aspetti, ad una riflessione più profonda ed attenta ad afferrarne il senso e l’eticità e quindi a controllarne i cambiamenti. Diverse discussioni sul tema hanno sottolineato come questo concetto evidenzi l’importanza di un approccio attivo e creativo nel mantenimento e nella trasformazione delle tradizioni culturali.

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