Un invito sotto il cielo d’agosto

Domenica 2 agosto vi aspettiamo al Pratogrande di Varliano, nel comune di Sillano Giuncugnano, per un pomeriggio che riunisce due delle voci più antiche della nostra valle: quella del corpo che danza e quella della gente che canta le proprie storie. È uno di quegli appuntamenti che amiamo di più, perché si tiene all’aperto, dove il prato fa da palcoscenico e il crinale da fondale, e perché non chiede biglietto né competenze: chiede soltanto di esserci, di sedersi accanto a chi conosciamo e a chi non conosciamo ancora, e di lasciarci portare dai suoni.

Fa parte del Canto del Maggio Festival 2026, il percorso con cui cerchiamo di tenere vivo un patrimonio fragile prima che si spenga. Non è un’operazione nostalgia: è il tentativo, paziente e ostinato, di far passare ancora un po’ d’acqua nel solco della tradizione, così che le generazioni che verranno possano incontrarla non come un ricordo impolverato, ma come una storia ancora capace di emozionare.

Alle sedici, le danze del gruppo La Muffrina

Si comincia alle ore 16 con le danze folkloriche del Gruppo La Muffrina di Camporgiano. Chi li ha già visti sa cosa aspettarsi: figure che si intrecciano e si sciolgono, passi che sembrano semplici e invece custodiscono un’intera grammatica del movimento, tramandata di piede in piede più che di pagina in pagina. Le musiche accompagnano gesti che un tempo scandivano le feste dei paesi, i corteggiamenti, i momenti di comunità in cui si ballava perché ballare era il modo più naturale di stare insieme.

Guardarli danzare, oggi, è anche un piccolo esercizio di memoria collettiva. Riconosciamo in quei movimenti qualcosa che ci appartiene, anche se non sempre sapremmo dargli un nome. Ed è proprio lì che la tradizione fa il suo lavoro silenzioso: non nel museo, ma nel corpo che si muove ancora al ritmo di ciò che è stato.

Alle diciassette, il canto del maggio “La Guerra di Troia”

Alle ore 17 sarà la volta dei Cantori dell’Antico Maggio della Garfagnana, che porteranno in scena il maggio drammatico “La Guerra di Troia”. Il maggio è teatro popolare cantato: gli attori-cantori si muovono nel prato con costumi e insegne, e affidano l’intera vicenda a una melodia che si ripete e si trasforma. Il canto si distende in versi più piani nei passaggi narrativi e sale in ottave nei momenti di maggiore tensione, quando i cavalieri si affrontano e le passioni si accendono.

Ciò che ci commuove di questa “Guerra di Troia” è come il grande racconto di Omero venga riportato alla misura della nostra montagna. Achille, Ettore, Paride, Elena escono dall’epica letteraria e diventano figure vicine, ripensate secondo una sensibilità popolare che premia la lealtà, il coraggio, il senso della giustizia. Non è l’Iliade recitata: è l’Iliade riattraversata da chi, per generazioni, ha voluto cantare i propri eroi in dialetto, nella piazza o nel prato del paese. Un mito antichissimo che continua a parlarci, perché continua a essere rimesso in bocca a chi lo canta.


L’ingresso è libero e l’ambientazione è all’aperto: vi consigliamo scarpe comode, qualcosa per ripararvi dal sole del primo pomeriggio e, perché no, la curiosità di chi si affaccia per la prima volta a questo mondo. Portate con voi i bambini: le storie del maggio nascono anche per loro, per lasciare semi pronti a germogliare. Vi aspettiamo domenica 2 agosto al Pratogrande di Varliano. Venite a sentire una voce che, tra i venti dell’Appennino, non ha ancora smesso di raccontare.


Organizzazione Il Giunco ODV – La Giubba APS

Con contributo della Fondazione CRL e dell’Unione dei Comuni della Garfagnana

Patrocinio del Comune di Sillano Giuncugnano

A Varliano il maggio torna a cantare la guerra di Troia

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