Le date del 2026 sono: 11 – 12 – 25 – 26 luglio dalle ore 9.00 alle ore 18.00. Presentiamo qui le attività del la giornata del 25 luglio.
Un incontro con i canti di tradizione orale toscani ed emiliani e con il metodo Lichtenberger®
Il laboratorio “Ho sentito una voce tra i venti” propone un’esperienza immersiva tra voce, corpo e canto popolare, mettendo in dialogo la tradizione orale toscana ed emiliana con il metodo Lichtenberger®, un approccio contemporaneo alla fisiologia vocale sviluppato in Germania.
Il metodo Lichtenberger®, ideato presso l’Istituto di Lichtenberg, lavora sulla propriocezione — la percezione del corpo da parte di sé stesso — per sviluppare una voce più flessibile, risonante e sana. Attraverso una serie di stimolazioni e ascolti, fisici e sensoriali, il metodo favorisce un processo di auto-regolazione della voce orientato all’eutonia, ossia all’equilibrio tra tono muscolare e attivazione nervosa.
Maggiori informazioni sono disponibili sul sito dell’Istituto: https://www.lichtenberger-institut.de/
Un laboratorio tra suono, corpo e ascolto
Durante la giornata di lavoro (sei ore complessive, divise tra mattina e pomeriggio), i partecipanti esploreranno il canto attraverso modalità di percezione oltre il giudizio estetico, sperimentando il suono come fenomeno relazionale e corporeo.
Le docenti proporranno attività che stimolano la voce e il corpo con input di varia natura – sonora, olfattiva, poetica, visiva, gustativa, tattile, emotiva, mnemonica, immaginativa – per restituire fiducia al corpo e alle sue soluzioni spontanee.
Da queste esperienze nascerà poi l’incontro con i canti monodici e polifonici di tradizione orale toscana ed emiliana, trasmessi secondo il principio della oralità diretta, riducendo al minimo il ricorso a testi e spartiti.
Il laboratorio alternerà momenti di canto collettivo e piccoli spazi individuali, favorendo l’ascolto reciproco e il piacere del cantare insieme come esperienza sociale e comunitaria.
Le docenti, esperte in vocalità tradizionale e ricerca performativa, guideranno anche un breve percorso etnografico: i testi e i contesti dei brani verranno spiegati e contestualizzati, con ascolti di riferimento e riflessioni sulle peculiarità estetiche che rendono questi repertori “altri” rispetto ai modelli canori contemporanei.
Le docenti
Valentina Turrini
Attrice, cantante e formatrice.
Nel 2005 fonda, insieme a Carla Taglietti, la compagnia Le Strologhe, attiva nel teatro d’attrice, di figura e di narrazione, con particolare attenzione a racconti, musiche e canti di tradizione.
Laureata al DAMS di Bologna con una tesi in antropologia dello spettacolo sullo sciamanesimo siberiano, dal 2007 al 2023 collabora stabilmente come attrice-cantante con la compagnia O Thiasos TeatroNatura, approfondendo la relazione fra canto, gesto e ambiente naturale.
Nel 2023 completa la formazione al Lichtenberger Institut für angewandte Stimmphysiologie, conseguendo l’abilitazione all’insegnamento del metodo Lichtenberger®.
Svolge una costante attività didattica e pedagogica con gruppi e singoli.
Siti di riferimento:
https://www.architetturedicorpi.com/about-8
www.lestrologhe.it
Ilaria Savini
Cantante, insegnante di tecnica vocale e musicista di comunità.
Formata in canto lirico con Paolo De Napoli, Susanna Rigacci e Marco Mustaro, sviluppa una personale ricerca vocale che intreccia repertori classici, moderni e folk, approfondendo in particolare il canto popolare italiano con Francesca Breschi e Giovanna Marini.
È tra le fondatrici del trio folk Vincanto (attivo dal 2003) e lavora da anni come formatrice e performer in progetti artistici e sociali, promuovendo la musica come strumento di inclusione.
Abilitata al Lichtenberger Methode®, collabora con gruppi corali e associazioni per la formazione vocale e la pedagogia musicale.
Laureata in Filosofia all’Università di Pisa con una tesi in antropologia culturale.
Siti di riferimento:
www.vincantomusica.it
www.cantorovesciato.it
Durata e struttura
Il laboratorio si terrà il 25 luglio 2026 presso il Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico ed ha una durata complessiva di 6 ore:
- Mattina: 3 ore di attività introduttiva e lavoro corporeo
- Pomeriggio: 3 ore dedicate al canto e alla trasmissione dei repertori tradizionali
“Ho sentito una voce tra i venti” è un invito a riscoprire la voce come esperienza sensibile, collettiva e radicata nella memoria sonora dei territori: un passaggio tra gesto, suono e racconto, dove il canto torna a essere respiro condiviso e testimonianza viva della tradizione popolare.
