Achille nel Maggio “La Guerra di Troia” e nell’Iliade: due eroismi a confronto

Nel Maggio drammatico La Guerra di Troia, Achille mantiene i tratti dell’eroe valoroso ma viene trasformato in figura morale, umana e compassionevole. L’ira dell’Iliade, motore tragico e divino, diventa nel Maggio un sentimento controllato e giustificato dall’offesa. Gli dèi — Teti, Vulcano e Giove — non rappresentano più forze del destino ma valori morali: la maternità, la solidarietà e la giustizia. L’epos omerico si fa canto popolare: Achille non cerca gloria eterna ma redenzione; la guerra non è più mito di eroismo, bensì lezione di perdono e umanità.

Sempre la Pia

Il Maggio de “La Pia de’ Tolomei” trasforma il conflitto da epico a sentimentale. È il dramma della virtù assoluta (Pia) che subisce un doppio tradimento: la calunnia di adulterio e la crudele mancanza di fiducia del marito (Nello), che la lascia morire. La fedeltà di Pia trionfa spiritualmente attraverso il perdono finale.

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