A Varliano il maggio torna a cantare la guerra di Troia

L’articolo invita al Canto del Maggio Festival di domenica 2 agosto al Pratogrande di Varliano (Sillano Giuncugnano): alle 16 le danze folkloriche del Gruppo La Muffrina di Camporgiano, alle 17 il maggio drammatico “La Guerra di Troia” dei Cantori dell’Antico Maggio della Garfagnana.

Con tono caldo e voce collettiva, il pezzo presenta l’evento come un rito di comunità all’aperto, a ingresso libero. Racconta le danze come memoria tramandata nel corpo, poi il maggio come teatro popolare cantato in cui il mito omerico (Achille, Ettore, Paride, Elena) viene riportato alla misura della montagna garfagnina. Chiude sulla tradizionale merenda finale e con l’invito a partecipare, bambini compresi.

Achille nel Maggio “La Guerra di Troia” e nell’Iliade: due eroismi a confronto

Nel Maggio drammatico La Guerra di Troia, Achille mantiene i tratti dell’eroe valoroso ma viene trasformato in figura morale, umana e compassionevole. L’ira dell’Iliade, motore tragico e divino, diventa nel Maggio un sentimento controllato e giustificato dall’offesa. Gli dèi — Teti, Vulcano e Giove — non rappresentano più forze del destino ma valori morali: la maternità, la solidarietà e la giustizia. L’epos omerico si fa canto popolare: Achille non cerca gloria eterna ma redenzione; la guerra non è più mito di eroismo, bensì lezione di perdono e umanità.

Sempre la Pia

Il Maggio de “La Pia de’ Tolomei” trasforma il conflitto da epico a sentimentale. È il dramma della virtù assoluta (Pia) che subisce un doppio tradimento: la calunnia di adulterio e la crudele mancanza di fiducia del marito (Nello), che la lascia morire. La fedeltà di Pia trionfa spiritualmente attraverso il perdono finale.

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