A Varliano il maggio torna a cantare la guerra di Troia

L’articolo invita al Canto del Maggio Festival di domenica 2 agosto al Pratogrande di Varliano (Sillano Giuncugnano): alle 16 le danze folkloriche del Gruppo La Muffrina di Camporgiano, alle 17 il maggio drammatico “La Guerra di Troia” dei Cantori dell’Antico Maggio della Garfagnana.

Con tono caldo e voce collettiva, il pezzo presenta l’evento come un rito di comunità all’aperto, a ingresso libero. Racconta le danze come memoria tramandata nel corpo, poi il maggio come teatro popolare cantato in cui il mito omerico (Achille, Ettore, Paride, Elena) viene riportato alla misura della montagna garfagnina. Chiude sulla tradizionale merenda finale e con l’invito a partecipare, bambini compresi.

Il maggio garfagnino negli anni ’50

Il testo introduce un estratto della tesi di George Fausch (Testi dialettali e tradizioni popolari della Garfagnana, Università di Zurigo, 1962), frutto di ricerche svolte in Garfagnana tra il 1956 e il 1959.
Fausch osserva come, fino a pochi decenni fa, la Garfagnana conservasse tratti linguistici e folklorici molto antichi, oggi però minacciati dall’omologazione moderna. La lingua locale, un tempo viva e autonoma, si è progressivamente italianizzata, mentre molte tradizioni popolari sono crollate rapidamente, prive di un “freno” naturale come quello che tutela i dialetti.

L’autore analizza poi il ruolo decisivo della stabilità comunitaria nella sopravvivenza delle tradizioni, confrontando Vagli Sotto e Vagli Sopra: il primo, un tempo centro economico e culturale, è decaduto dopo la costruzione della diga e la crisi dei castagneti; il secondo, grazie alle cave di marmo, si è consolidato e oggi conserva più vitalità folklorica.
Questo mutamento sociale ed economico spiega anche il diverso destino delle tradizioni, tra cui il Maggio, che verrà approfondito negli estratti successivi.

Anno nuovo … appuntamenti nuovi col maggio epico – Canto del maggio Festival 2026 e altro

Il progetto punta a rigenerare il Canto del Maggio Epico attraverso un modello di trasmissione intergenerazionale: i giovani attori apprendono per osmosi dai maestri cantori, studiando la metrica e la vocalità tradizionale. L’azione unisce la pratica comunitaria (prove aperte e canti nei borghi) alla ricerca scientifica, valorizzando archivi internazionali e sperimentando nuove forme di teatro e arte figurativa per garantire che questa tradizione orale evolva in un linguaggio contemporaneo.

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